ministero
Bio

Ḥalâl. CosA E'?

Ḥalâl, parola araba ormai entrata anche da noi nell'uso corrente, identifica, nel suo significato primario, tutto quel che è lecito, in ogni suo aspetto e in ogni sua più larga accezione, contrapponendosi a ciò che è ḥarâm, proibito. Nell'uso comune ḥalâl ha finito tuttavia per indicare soprattutto l'insieme di norme e prescrizioni alimentari tipiche della religione islamica e che, attraverso una loro precisa codificazione, tale da determinarne la liceità o meno, debbono essere seguite dai fedeli musulmani, così come, ed ancor più, l'insieme stesso di cibi e bevande (ma anche farmaci e cosmetici) che sono loro permessi, i processi di ottenimento e di lavorazione, di preparazione, di cottura. La dimensione dell'alimentazione ḥalâl non investe, inoltre esclusivamente, il campo dottrinale, giuridico, economico, ma anche quello etico: l'alimento deve essere lecito ma al contempo puro e sano, il suo ottenimento non deve essere frutto di eccesso, di abuso, di prevaricazione, di sofferenza. Anche molti non musulmani comprano prodotti ḥalâl proprio per il loro elevato standard qualitativo e la garanzia che viene dal controllo di tutta la filiera, dalla materia prima, alla produzione, alla messa in commercio.

Macellazione Ḥalâl (o rituale)

La macellazione ḥalâl, che in Italia è autorizzata e regolamentata da precise disposizioni di legge, è di sicuro una delle pratiche più conosciute, anche in ambito non islamico, ed è condizione necessaria affinché alimenti già leciti per tipologia, nella fattispecie la carne, divengano leciti per il consumo. Le due tipologie di macellazione ammesse, a seconda del capo da macellare, consistono la prima nella completa recisione della gola, inclusa la trachea e le vene giugulari con un unico movimento della mano e senza estrarre il coltello, mentre la seconda non contempla trachea e giugulari. Alcune norme che codificano la macellazione: gli animali debbono essere in condizioni di completa salute e serenità, non mostrare segni di ferite o percosse; è fatto divieto infierire o usare violenza contro i capi destinati alla macellazione, che non devono essere sottoposti a stress o a inutili sofferenze; non debbono essere sottoposti a stordimento (anche se alcuni singoli Paesi musulmani, in singoli e determinati casi lo permettono come gesto di estrema gentilezza e gratitudine verso il capo destinato al sostentamento umano); il dissanguamento deve essere spontaneo e non provocato; gli strumenti utilizzati per la macellazione ḥalâl non possono essere utilizzati per altri tipi di macellazione.

Ḥalâl. Un mercato globale in continua espansione. Un fatturato in costante ascesa.

Un miliardo e mezzo di fedeli musulmani potenziali consumatori, destinato a raggiungere i due nei prossimi decenni, maggioranza in 50/60 Paesi, ma ormai presenti in tutto il mondo (50 milioni in Europa, più di un milione e mezzo in Italia). A questi si aggiungono anche i non musulmani che comprano prodotti ḥalâl. Un fatturato mondiale pari a circa 800 miliardi di dollari (mercato comunitario 15/20 miliardi di euro), con un costante incremento pari al 15% annuo.

Certificazione Ḥalâl

La certificazione ḥalâl ha come obbiettivo quello di garantire la piena corrispondenza e conformità del prodotto, della sua origine, della sua lavorazione, della sua messa in commercio a quelle che sono le prescrizioni della religione islamica. È quindi un elemento di garanzia e tutela tanto del consumatore e del cliente, quanto dell'azienda produttrice, distributrice, venditrice. Per le realtà imprenditoriali costituisce inoltre non solo un valore aggiunto, da affiancare all'indiscutibile autorevolezza del Made in Italy, ma anche una condizione necessaria per operare nel mercato dei Paesi Islamici. Ad esempio, è possibile esportare nei Paesi Islamici solo carne macellata ritualmente, corredata dalle necessarie certificazioni di origine e macellazione, così come contemplato dalle vigenti norme doganali di detti Paesi.

Cosa non si può certificare? Cosa certificare? Alcuni primi esempi

Carne (e derivati) di animali, pur leciti, non macellati secondo le regole ḥalâl; carne di animali morti prima della macellazione; prodotti contenenti ingredienti derivati da prodotti non ḥalâl (ad es. ragù con carne di maiale; ciambelle al vino) o nocivi per la salute. È possibile certificare tutti i prodotti alimentari (freschi, conservati, surgelati, precotti, semilavorati, liofilizzati, omogeneizzati) e i loro derivati, cosmetici, farmaceutici purché non contenenti sostanze proibite: ad es. carne bovina ed ovina, pollame, latticini, pasta ripiena (tortellini, cannelloni), sughi, olio, prodotti ortofrutticoli, prodotti tipici a marchio IGP, DOP da destinarsi alla vendita al dettaglio o da inserire nel mercato delle forniture per aziende, scuole, ospedali, catering.

CERTIFICABILI NON CERTIFICABILI
Carne bovina Carne (e derivati) di maiale e altri suini
Carne ovina Prodotti contenenti sangue
Pollame Alcolici e prodotti contenenti alcolici
Latticini Prodotti contenenti ingredienti derivati da prodotti non ḥalâl
Sughi  
Olio  
Prodotti ortofrutticoli  
Pasta  

Il Centro ISLAMICO Culturale d'Italia

Fondato nel 1966, il Centro Islamico Culturale d'Italia, che sovrintende la Grande Moschea di Roma, è a tutt'oggi l'unico ente musulmano riconosciuto ufficialmente dalla Repubblica Italiana, con DPR del 21 dicembre 1974 n. 712.

segreteria.66centroislamico@hotmail.it

 

 


Fiere di Parma

Fiera di Parma S.p.A.
Viale delle Esposizioni 393A - 43126 Parma - IT



loghi
 


Federalimentare
 
ucei islam
Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane
Centro Islamico
Culturale d'Italia

 

Ministero Sviluppo Economico : Direzione generale per le politiche di internazionalizzazione e la promozione degli scambi