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REGOLAMENTO DEL BIOLOGICO EUROPEO

Il regolamento europeo non si limita a dettare le norme tecniche, ma stabilisce un regime di controllo che garantisce che tutti i produttori biologici vengano ispezionati da un organismo nazionale di controllo incaricato dall'autorità competente (abitualmente il Ministero dell'Agricoltura).
Il controllo è esteso a tutte le fasi del processo di produzione, compresi l'immagazzinamento, la trasformazione, l'imballaggio e la vendita. Almeno una volta all'anno sono effettuate ispezioni (anche non preannunciate) nelle aziende e controlli di tutte le loro strutture, con prelievo di campioni da sottoporre ad analisi.
Le sanzioni previste in caso di infrazione delle norme sono il ritiro immediato del diritto a utilizzare il logo europeo e ogni altro riferimento al metodo di produzione biologico; infrazioni gravi hanno conseguenze penali.

ACCREDITAMENTO DEL MARCHIO IN USA, CANADA E GIAPPONE

Lo spirito che sta alla base della normativa europea in materia di agricoltura biologica è lo stesso spirito che sta alla base della normativa statunitense, canadese o giapponese.
Dal febbraio 2012 ciò è stato anche sancito ufficialmente tra le competenti autorità europee e statunitensi che hanno riconosciuto come equivalenti sia le rispettive norme di produzione che l'efficacia delle misure di controllo.
Dato l'interesse delle aziende biologiche europee per il mercato giapponese, i principali organismi di controllo europei hanno ottenuto l'accreditamento dal Maff (Giapponese) diventando, a tutti gli effetti, certifying agents riconosciuti dalle autorità nipponiche. I prodotti biologici europei immessi sul mercato giapponese sono certificati in piena conformità alla normativa di quel Paese e sono contrassegnati sul mercato dal marchio JAS rilasciato dal Maff.
La certificazione UE è valida in tutti i Paesi europei, è in regime di equivalenza negli USA e Canada, mentre in Giappone si sta avviando una procedura in tal senso. Negli altri paesi target del progetto quali: Thailandia, Brasile, Russia, Malaysia, Paesi del Golfo, Israele e Arabia Saudita è necessario richiedere la certificazione biologica in ognuno dei paesi stessi.

IL CONSUMATORE BIO ITALIANO

In base alle rilevazioni "Panel famiglie ISMEA/GFK-Eurisko", gli acquisti domestici di prodotti biologici confezionati nel canale della Grande Distribuzione Organizzata sono cresciuti nel 2011 dell'8,9%, registrando ancora un ottimo incremento nel corso di un anno caratterizzato da un peggioramento della crisi economico-finanziaria, seppur in rallentamento rispetto al 2010.
Anche i dati riferiti al primo semestre del 2012 registrano una crescita della domanda di prodotti biologici confezionati nella GDO in quasi tutti i comparti analizzati (+ 6,1% nella prima metà del 2012). L'incremento degli acquisti dei prodotti bio acquisisce una valenza maggiore se si osserva che nel 2011 il biologico registra performance migliori dell'agroalimentare nel suo complesso e degli altri comparti di qualità.
È curioso inoltre tracciare il profilo del consumatore bio, che non rappresenta più una nicchia ristrettissima: più di sette italiani su dieci ormai acquistano almeno qualche prodotto biologico guidati da motivazioni prevalentemente legate alla volontà di evitare i rischi dei residui dei pesticidi chimici di sintesi (acquista per motivi legati alla salute ben il 78.4%), ma è anche forte la consapevolezza ecologica (è guidato da motivi legati alla necessità di tutelare l'ambiente dall'aggressione dell'agricoltura convenzionale e delle sue sostanze. Per maggiori informazioni:

 

 

 


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